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Assistenza informatica

Quando qualcosa si ferma,
sai già chi chiamare e cosa succede.

Continuità operativa significa prevenire il fermo, rilevarlo in fretta e ripartire in tempi noti. Mettiamo insieme disaster recovery, EDR e XDR, patch, hardening di sistemi e reti e un tecnico dedicato che risponde al cellulare, perché un incidente si gestisce con un piano e una persona, non con un ticket.

Il problema

Cos'è la continuità operativa
e perché serve a una PMI?

È poter lavorare, o ripartire, quando qualcosa si rompe.

Il fermo costa ogni ora: ordini che non partono, produzione ferma, personale che aspetta. La continuità operativa non elimina gli incidenti, ne riduce la probabilità e ne accorcia la durata.

Non è un prodotto da installare. È un insieme di misure che si tengono in piedi a vicenda: se manca una parte, le altre non bastano. Un backup perfetto non serve se nessuno sa in quale ordine ripartire, e un EDR non serve se nessuno guarda gli avvisi.

  • Ransomware che cifra server e condivisioni di rete
  • Guasto hardware o storage su un server che regge il gestionale
  • Account di un amministratore compromesso
  • Aggiornamento sbagliato o vulnerabilità non corretta
  • Errore umano: cancellazione, configurazione, click su un allegato
  • Evento fisico che colpisce la sede: incendio, allagamento, interruzione prolungata
Il servizio

Cosa comprende la continuità operativa
di Digital Adrenalin?

Nove misure che lavorano insieme.

Si parte da un assessment e si realizza solo ciò che serve ai tuoi sistemi. Non esiste un pacchetto uguale per tutti.

Disaster recovery

Un piano scritto: quali sistemi ripartono per primi, in quale ordine, con quali dati e chi fa cosa. Ripristino provato, non solo documentato.

Ripartire

Backup immutabile

Copie che non si possono modificare né cancellare per un periodo definito, nemmeno da un amministratore compromesso, e almeno una copia fuori dalla rete aziendale.

Dati

EDR sugli endpoint

Controllo continuo di PC, notebook e server: comportamenti anomali rilevati, processo bloccato, dispositivo isolato dalla rete prima che l'attacco si estenda.

Endpoint

XDR

Endpoint, posta, rete e identità lette insieme: un segnale debole su una fonte, confermato su un'altra, diventa un incidente riconosciuto.

Correlazione

Patch management

Aggiornamenti di sistemi operativi, applicativi e firmware pianificati, testati e applicati con priorità legate alla gravità della vulnerabilità e all'esposizione.

Aggiornare

Hardening dei sistemi

Server e postazioni configurati per ridurre la superficie di attacco: servizi inutili spenti, permessi minimi, account amministrativi separati, autenticazione a più fattori.

Sistemi

Hardening delle reti

Segmentazione, regole firewall riviste, accessi remoti su VPN con autenticazione forte, Wi-Fi separato per ospiti e dispositivi, servizi esposti ridotti al necessario.

Reti

Tecnico dedicato al cellulare

Un referente tecnico che conosce la tua infrastruttura e si chiama direttamente sul cellulare, senza passare da un numero verde generico.

Persona

Test e revisione

Ripristini provati a intervalli, piano aggiornato quando cambiano i sistemi, esito scritto. Quello che non è stato provato resta un'ipotesi.

Verifica
Disaster recovery

Come si costruisce un piano
di disaster recovery?

Partendo da due numeri: RTO e RPO.

Non tutti i sistemi valgono lo stesso. Il gestionale fermo un giorno può costare molto più dell'archivio documentale fermo una settimana: il piano nasce da questa differenza.

RTO

Recovery Time Objective: entro quanto tempo un sistema deve tornare disponibile dopo un fermo. Lo definisce l'azienda in base all'impatto, non il fornitore in base alla tecnologia.

Tempo

RPO

Recovery Point Objective: quanti dati si accetta di perdere, misurati in tempo. Un RPO di un'ora richiede copie più frequenti di un RPO di un giorno.

Dati

Regola 3-2-1

Almeno tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una fuori sede. Aggiungiamo l'immutabilità, perché un attaccante con credenziali amministrative cerca per prima cosa i backup.

Copie

Il piano elenca sistemi critici, dipendenze, ordine di ripartenza, responsabilità e contatti. Si prova con un ripristino reale, anche parziale, e si aggiorna quando cambiano server, applicativi o fornitori.

EDR e XDR

Che differenza c'è
tra EDR e XDR?

L'EDR guarda il dispositivo, l'XDR guarda l'attacco.

Un antivirus riconosce ciò che conosce. L'EDR osserva cosa fanno i programmi: un documento che lancia una console di comando, un processo che cifra migliaia di file, un account che si collega da dove non dovrebbe.

L'XDR allarga la vista. Un'email sospetta, un accesso anomalo e un processo strano su un portatile, letti separatamente, sono tre avvisi minori. Letti insieme sono un attacco in corso.

  • EDR: rilevamento sul singolo endpoint, blocco del processo, isolamento del dispositivo dalla rete
  • XDR: correlazione tra endpoint, posta, rete e identità, con ricostruzione della sequenza dell'attacco
  • Risposta: chi riceve l'avviso e cosa è autorizzato a fare, deciso prima dell'incidente
  • Presidio: gli avvisi li legge una persona, anche quando non c'è nessuno in ufficio

SOC e MDR gestiti →

Assistenza in emergenza

Chi risponde quando
c'è un fermo?

Un tecnico che conosce i tuoi sistemi.

Durante un incidente la prima mezz'ora decide quanto durerà il resto. Spiegare da zero a un operatore sconosciuto com'è fatta la rete è tempo perso.

Hai un tecnico dedicato che conosce server, rete, backup e priorità aziendali, e che chiami direttamente sul cellulare. Lo stesso che ha configurato i sistemi e che sa dove guardare.
  • Un referente nominato, con un sostituto quando non è disponibile
  • Accesso diretto al cellulare per le emergenze, oltre al canale ordinario per le richieste correnti
  • Fasce orarie e tempi di risposta concordati per iscritto nel contratto di servizio
  • Intervento da remoto o in sede, in base al tipo di guasto
Assistenza informatica →
Chi chiami
Una persona
Non un numero verde generico: un tecnico che conosce la tua infrastruttura
Come lo chiami
Al cellulare
Canale diretto per le emergenze, senza aprire un ticket e aspettare
Quando risponde
Come da contratto
Orari e tempi di risposta vengono fissati in base all'impatto di un fermo
Prevenzione

Perché patch e hardening
fanno parte della continuità?

Perché molti fermi nascono da una falla già nota.

Un incidente evitabile è il più economico da gestire. Patch e hardening tolgono all'attaccante le strade più facili.

Patch management

Inventario di sistemi e software, finestre di aggiornamento concordate, test prima della messa in produzione, priorità per le vulnerabilità sfruttate e per i servizi esposti a internet. Un piano di ritorno indietro se l'aggiornamento crea problemi.

Aggiornamenti

Hardening dei sistemi

Configurazioni sicure di server e postazioni, rimozione di servizi e software inutili, privilegi minimi, MFA sugli account amministrativi, registrazione degli eventi che servono a ricostruire un incidente.

Sistemi

Hardening delle reti

Rete divisa in segmenti, così un dispositivo compromesso non raggiunge tutto il resto. Regole firewall essenziali e documentate, accessi remoti protetti, porte e servizi esposti ridotti al necessario.

Reti
Norme

La continuità operativa
è richiesta dalla legge?

Per NIS2 sì, e il GDPR chiede la capacità di ripristino.

NIS2

Tra le misure di gestione del rischio l'art. 24, comma 2, lettera c del D.lgs. 138/2024 indica la continuità operativa, come backup e ripristino in caso di disastro, e la gestione delle crisi.

D.lgs. 138/2024

GDPR

L'art. 32, par. 1, lett. b e c del Regolamento (UE) 2016/679 chiede capacità di assicurare la resilienza dei sistemi e di ripristinare tempestivamente disponibilità e accesso ai dati personali dopo un incidente fisico o tecnico.

Reg. UE 2016/679

Clienti e filiera

Capitolati, questionari dei clienti e assicurazioni informatiche chiedono sempre più spesso di dimostrare backup, piano di ripristino e protezione degli endpoint. Il piano scritto e i test registrati sono la prova.

Requisiti
Come lavoriamo

Come si realizza la continuità
operativa in azienda?

Quattro fasi, a partire dall'impatto del fermo.

Analisi d'impatto

Si elencano i sistemi e si stabilisce cosa costa un fermo su ciascuno. Da qui escono RTO, RPO e priorità di ripartenza.

Assessment

Progetto

Si decide cosa realizzare: backup, DR, EDR/XDR, interventi di hardening. Solo ciò che serve, in ordine di priorità.

Roadmap

Realizzazione

Si configurano gli strumenti sui sistemi reali, si applicano patch e hardening, si assegna il tecnico dedicato e si scrivono le procedure di emergenza.

Integrazione

Prova e gestione

Si prova il ripristino, si registra l'esito, si corregge ciò che non ha funzionato. Poi il ciclo si ripete a intervalli fissati.

Gestione
Domande frequenti

Le domande
più frequenti

Cos'è la continuità operativa?

È la capacità dell'azienda di continuare a lavorare, o di ripartire in tempi noti, quando un sistema si ferma, un attacco cifra i dati o un guasto colpisce la sede. Comprende backup, disaster recovery, protezione dei sistemi e persone da chiamare quando serve.

Che differenza c'è tra backup e disaster recovery?

Il backup è la copia dei dati. Il disaster recovery è il piano che dice come, in quanto tempo e in quale ordine sistemi e dati tornano in funzione. Una copia che nessuno ha mai provato a ripristinare non è ancora un piano.

Che differenza c'è tra EDR e XDR?

L'EDR osserva i singoli dispositivi, come PC e server, rileva comportamenti anomali e può isolarli dalla rete. L'XDR correla i segnali di più fonti, come endpoint, posta, rete e identità, e ricostruisce l'attacco nel suo insieme.

Che cosa significa tecnico dedicato raggiungibile al cellulare?

In emergenza non apri un ticket: chiami il cellulare di un tecnico che conosce la tua infrastruttura. Fasce orarie e tempi di risposta si concordano per iscritto nel contratto di servizio, in base all'impatto che un fermo ha sulla tua attività.

Che differenza c'è tra hardening e patch management?

Il patch management applica gli aggiornamenti che correggono vulnerabilità note. L'hardening riduce la superficie di attacco in modo strutturale: spegne servizi inutili, restringe i permessi, imposta configurazioni sicure. Servono entrambi e si ripetono nel tempo.

La continuità operativa è un obbligo di legge?

Per i soggetti NIS2 sì: tra le misure di gestione del rischio l'art. 24 del D.lgs. 138/2024 elenca continuità operativa, backup, disaster recovery e gestione delle crisi. Per chiunque tratti dati personali, l'art. 32 del GDPR chiede la capacità di ripristinarne tempestivamente la disponibilità.

Fonti: D.lgs. 4 settembre 2024, n. 138, art. 24; Regolamento (UE) 2016/679, art. 32. Questa pagina è informativa e non costituisce consulenza legale.

Assessment

Come si inizia con la
continuità operativa?

Dall'analisi di cosa succede se ti fermi.

Due settimane di analisi: sistemi critici, stato di backup e protezioni, tempi di ripartenza reali e priorità di intervento.

Preferisci scrivere? [email protected]
Piazza Giuseppe Garibaldi, 3, 23854 Olginate (LC)

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