Consulenza GDPR
Metti in piedi quello che manca: registro dei trattamenti, misure di sicurezza, DPIA, nomine dei responsabili, procedura per le violazioni dei dati.
Il GDPR chiede di mettere in atto misure adeguate e di saperlo dimostrare. Ti affianchiamo su registro, sicurezza, DPIA e violazioni dei dati, e verifichiamo che i documenti dicano la verità dei sistemi.
La consulenza costruisce, l'audit verifica.
Si possono fare insieme o separati. Un audit non è una certificazione: è una verifica con un report dei divari.
Metti in piedi quello che manca: registro dei trattamenti, misure di sicurezza, DPIA, nomine dei responsabili, procedura per le violazioni dei dati.
Verifichi quello che c'è: confrontiamo registro, policy e misure dichiarate con ciò che i sistemi fanno davvero, e ti consegniamo i divari in ordine di priorità.
Sei attività, dal registro alla violazione dei dati.
Ogni misura documentata corrisponde a un sistema reale: chi scrive il documento conosce l'infrastruttura su cui i dati vivono.
Mappiamo i trattamenti e teniamo il registro previsto dall'art. 30: finalità, categorie di dati e di interessati, destinatari, tempi di cancellazione.
Art. 30Cifratura, backup, controllo degli accessi, ripristino dei dati: misure adeguate al rischio, applicate dove i dati risiedono.
Art. 32Valutiamo l'impatto dei trattamenti a rischio elevato prima di avviarli, per esempio su larga scala di categorie particolari di dati.
Art. 35Nomine e contratti con chi tratta dati per tuo conto, e verifica di ciò che fa davvero.
Art. 28Procedura per riconoscere, valutare e notificare al Garante entro 72 ore, quando la notifica è richiesta.
Art. 33Valutiamo se la nomina è obbligatoria e, se serve, mettiamo a disposizione il DPO.
Art. 37Sei verifiche, dalla documentazione ai sistemi.
L'audit incrocia tre fonti: i documenti, le persone che trattano i dati e i sistemi su cui i dati risiedono.
Il registro dei trattamenti è completo e aggiornato? Informative, nomine e policy corrispondono ai trattamenti reali?
DocumentiChi può accedere a quali dati: account, privilegi, utenti cessati, credenziali condivise.
AccessiI backup esistono, sono protetti e il ripristino funziona davvero?
ContinuitàDati e dispositivi cifrati dove serve, protezione di posta, postazioni e rete.
MisureChi tratta dati per tuo conto, con quale atto di nomina e con quali garanzie.
FilieraEsiste una procedura per riconoscere e notificare entro 72 ore? Chi la conosce?
ViolazioniIl registro ha una deroga sotto i 250 dipendenti, la DPIA dipende dal rischio.
Il registro dell'art. 30 non si applica alle imprese con meno di 250 dipendenti, a meno che il trattamento presenti un rischio per i diritti degli interessati, non sia occasionale o includa categorie particolari di dati o dati su condanne penali e reati.
In pratica un trattamento continuativo, come paghe o gestione clienti, non è occasionale. La deroga si verifica caso per caso.
Chiede di verificare regolarmente l'efficacia delle misure.
L'art. 32 indica tra le misure una procedura per testare, verificare e valutare regolarmente l'efficacia delle misure tecniche e organizzative. L'art. 24 chiede di riesaminare e aggiornare le misure qualora necessario.
Il regolamento non impone un audit con quel nome né una cadenza fissa: impone di poter dimostrare che le misure funzionano. L'audit è lo strumento per farlo.
72 ore per notificare, e verifica regolare delle misure.
Notifica al Garante senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore da quando se ne viene a conoscenza, salvo sia improbabile un rischio per le persone (art. 33).
72 oreLe misure tecniche e organizzative sono riesaminate e aggiornate qualora necessario (art. 24, par. 1).
Quando serveL'art. 32 indica una procedura per testare, verificare e valutare regolarmente l'efficacia delle misure di sicurezza.
RegolarmenteUn report con divari, priorità e piano di rientro.
Ogni scostamento tra documento e sistema, con l'evidenza raccolta e il riferimento all'articolo.
EvidenzeOrdiniamo gli interventi per rischio e impegno, così sai da dove partire.
PrioritàLe azioni necessarie, chi le esegue e in che ordine. Sui sistemi che gestiamo possiamo eseguirle noi.
PianoFino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato.
Fino a 10.000.000 € o al 2% del fatturato mondiale annuo, se superiore: tra gli altri gli articoli da 25 a 39, cioè sicurezza, registro, DPIA, violazioni e DPO (art. 83, par. 4).
Fino al 2%Fino a 20.000.000 € o al 4% del fatturato mondiale annuo, se superiore: principi di base, consenso, diritti degli interessati, trasferimenti verso paesi terzi (art. 83, par. 5).
Fino al 4%Il titolare è competente per il rispetto dei principi e deve essere in grado di comprovarlo (art. 5, par. 2).
Art. 5Dall'assessment alla gestione, in quattro fasi.
Mappiamo trattamenti, sistemi e fornitori e verifichiamo cosa è documentato e cosa no.
AnalisiOrdiniamo le azioni per rischio: registro, nomine, DPIA, misure.
PianoDocumenti e misure tecniche applicati insieme, sui sistemi reali.
AttuazioneAggiornamento del registro, gestione delle violazioni e riesame delle misure nel tempo.
ContinuitàDal perimetro al riesame, in quattro fasi.
Definiamo trattamenti, sistemi e sedi da verificare e raccogliamo i documenti esistenti.
Piano di auditRaccogliamo le prove: configurazioni, elenchi accessi, esiti dei ripristini, contratti.
RaccoltaConfrontiamo documenti, persone e sistemi e annotiamo ogni scostamento.
RiscontroConsegniamo il report con priorità e piano di rientro, e riverifichiamo dopo gli interventi.
EsitoNo. Non si applica alle imprese con meno di 250 dipendenti, tranne se il trattamento presenta un rischio per i diritti degli interessati, non è occasionale o include categorie particolari di dati o dati su condanne penali e reati (art. 30, par. 5).
Quando un trattamento può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone, in particolare con nuove tecnologie. Va fatta prima di avviare il trattamento (art. 35).
Senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore da quando se ne è venuti a conoscenza, a meno che sia improbabile un rischio per i diritti e le libertà delle persone. Se si supera il termine, la notifica indica i motivi del ritardo (art. 33).
Per le autorità pubbliche, per chi svolge come attività principale un monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala, e per chi tratta su larga scala categorie particolari di dati o dati su condanne penali e reati (art. 37).
Perché le misure scritte nei documenti devono essere quelle attive. Chi gestisce l'infrastruttura le verifica sui sistemi, senza passaggi tra fornitori diversi.
No. È una verifica con un report dei divari. Il GDPR prevede meccanismi di certificazione approvati (art. 42), ma l'audit non ne è uno, e la certificazione non riduce comunque la responsabilità del titolare (art. 42, par. 4).
Il GDPR non fissa una cadenza: parla di verifica regolare dell'efficacia delle misure (art. 32, par. 1, lett. d) e di riesame quando necessario (art. 24). La frequenza dipende dal rischio e dai cambiamenti di sistemi e trattamenti.
Ricevi il report e il piano di rientro. Le azioni sui sistemi che gestiamo possiamo eseguirle noi; per le altre indichiamo cosa fare e chi se ne occupa.
No. L'audit verifica le misure rilevanti per i dati personali, come accessi, backup e cifratura, e la corrispondenza con i documenti. Il penetration test cerca vulnerabilità sfruttabili ed è un'attività diversa.
Aiuta, ma non è un requisito per partire. Se manca o è incompleto, l'audit lo segnala come primo divario.
Fonti: Regolamento (UE) 2016/679, artt. 5, 24, 30, 32, 33, 35, 37 e 83 (testo del Garante per la protezione dei dati personali). Questa pagina è informativa e non costituisce consulenza legale.
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